Via Francesco Petrarca 28, 09128 Cagliari
+39 3921744741
hello@linkabili.it

Un videogioco per promuovere inclusione

Created with Sketch.

EDGE GAME, il serious game per l'inclusione

Oggi incontriamo Lara Oliveti, CEO e Co-fondatrice dell’azienda Melazeta per parlare di EDGE GAME, un videogioco per promuovere inclusione. EDGE GAME è il serious game dedicato ai giovani con disabilità intellettiva e relazionale. che permette ai giocatori di mettersi alla prova in contesti lavorativi simulati. Si tratta di uno strumento digitale a supporto dell’inclusione per agevolare l’ingresso nel mercato del lavoro.

Dott.ssa Oliveti, ci parli di perché e come è nato EDGE GAME?

Melazeta è un azienda innovativa. Siamo specializzati nello sviluppo di serious game e gamification mirati a stimolare un impatto positivo in diversi ambiti, rispondendo alle sfide più ambiziose. Come creare uno strumento per dare ai bambini dell’Africa sub sahariana un’opportunità di alfabetizzazione e matematica (inglese e swahili), agevolare la riabilitazione dei pazienti con problemi motori, aiutare i giovani a gestire al meglio le proprie finanze, contrastare la violenza di genere e molti altri ancora.

EDGE GAME si colloca all’interno del progetto EDGE Erasmus+. EDGE intende ideare e sperimentare approcci innovativi per promuovere l’inclusione dei giovani con disabilità intellettuale e relazionale nel mercato del lavoro, facendo leva su soluzioni innovative che coinvolgano giovani disoccupati, imprese e la società nel suo complesso.

La percentuale di disoccupazione di persone con disabilità intellettuale e relazionale in Europa è infatti più del doppio rispetto alla disoccupazione in termini generali, malgrado le riforme legislative riguardanti il lavoro e la non-discriminazione, e gli incentivi finanziari e fiscali per le imprese.

Promosso dal Consorzio SIR nel quadro del Bando Europeo Erasmus Plus Strategic Partnership, il progetto si è sviluppato in collaborazione con enti e organizzazioni nel Regno Unito, Portogallo, Grecia, Austria e Lituania.

Gli obiettivi del progetto sono infatti:

  • Creare e promuovere metodologie formative innovative ed efficaci per l’inserimento lavorativo;
  • Stimolare le organizzazioni e le imprese ad essere proattive nell’impiego di giovani con disabilità;
  • Promuovere lo sviluppo di un mindset imprenditoriale, oltre che competenze e possibilità per l’autoimpiego.

Come funziona EDGE GAME e come contribuisce a promuovere metodologie formative innovative ed efficaci per l’inserimento lavorativo?

Con EDGE GAME, l’utente crea un proprio avatar e può sperimentare scelte, decisioni e problematiche legate a cinque diversi tipi di impiego. Ogni scelta ha un impatto sull’esito finale. Il giocatore può sperimentarle diverse decisioni in un environment sicuro, senza paura di fallire ma venendo incoraggiato a ripetere l’esperienza per esplorare tutti i diversi livelli di difficoltà disponibili.

Le logiche di game design, combinate con le tecnologie, portano innovazione nella formazione, l’istruzione e lo sviluppo personale: in questo contesto si collocano i serious game (lett. “giochi seri”), giochi che non hanno come scopo principale l’intrattenimento ma sono progettati ad esempio per fini educativi.

Dopo aver aderito al progetto EDGE, il primo passo del team di Melazeta è stato andare oltre al concetto di “giocatore tipico”. Tutti i giocatori hanno diversi livelli di abilità, abilità, attitudini. Possono avere capacità di pianificazione o di problem solving e differenti abilità comportamentali e sociali. Nello specifico il target principale di EDGE GAME sarebbero stati i giovani di età compresa tra 18 e 35 anni con disabilità intellettive e relazionali.

Il secondo target erano invece gli operatori, i formatori, i mentori aziendali, i responsabili delle risorse umane e gli imprenditori inclusi nella gamma di sfide affrontate dal progetto EDGE.

Quale è stato il ruolo di Melazeta nella co-creazione e sviluppo del gioco?

Abbiamo strutturato il percorso di sviluppo in collaborazione con i partner del progetto, in quanto esperti sul campo e depositari delle migliori pratiche circa la creazione di metodologie efficaci per l’inserimento lavorativo, ma anche nello stimolare aziende e organizzazioni a promuovere nuove attitudini all’inclusione. Una parte molto importante del processo di sviluppo è infatti avvenuta durante le riuniono con i partner del progetto, sede di un prezioso scambio di conoscenze oltre che di verifica dello stadio di sviluppo dell’EDGE GAME.

Il fulcro della collaborazione con i Partner è stata la realizzazione di un workshop in cui:

  • Sono state individuate le migliori pratiche da tradurre in scenari di gioco;
  • Stabilite le attività che avrebbe svolto l’utente in ciascuno scenario;
  • Identificati le soft skills ossia le competenze e le capacità da sviluppare

Il secondo passaggio fondamentale coni partner è avvenuto con:

  • Individuazione del modello di gameplay più adatto ai fruitori del gioco
  • La valutazione delle opzioni di layout grafico
  • la progettazione dello storyboard del percorso di gioco, basato sulla ‘buone pratiche’ indicate in precedenza.

Se vogliamo provare o usare EDGE GAME, dove possiamo trovarlo?

Per provare EDGE Serious Game clicca qui: http://www.edge-erasmus.eu/

Oppure su: https://www.edge-erasmus.eu/courses/

Si accede al gioco dopo un breve passaggio di registrazione che definiamo «light», perché non si traccia nessun dato sensibile dell’utente ma tracciamo degli ID anonimi in modo da poter analizzare a livello aggregato quali siano le aree in cui gli utenti abbiano più difficoltà o meno competenze.

Selezionando «game» si viene indirizzati al gioco, che è stato localizzato (testi e audio) nelle lingue dei 6 paesi coinvolti dal progetto.

Quali sono stati secondo lei  i fattori di successo del progetto?

Tra i primi fattori di successo sicuramente la partnership e la possibilità di lavorare in un approccio multidisciplinare, con esperti in diversi campi di ricerca ha permesso di sviluppare delle soluzioni che tenessero in considerazione molteplici prospettive e quindi essere inclusivi.

Tra tutti noi partner del progetto, c’è stato un processo di crescite e di scambio di conoscenze .

Sicuramente un fattore importante della gamification è il numero di persone che si possono raggiungere e che ne possono beneficiarie.

E non ultimo l’impatto. Attraverso il gioco, i ragazzi e le persone che giocavano con EDGE GAME potevano misurare e capire meglio i loro progressi. Alla fine anche un videogioco diventa un perfetto veicolo per promuovere inclusione.

Scopri anche il progetto Erasmus+ Young Mediator for Inclusion